Trieste 8/9/10 dicembre 2016

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Un viaggio prenotato all’ultimo momento, ma meta già ipotizzata da tanto,  per Loredana  è la città desiderata fin da quando era ragazza perché era li che voleva trascorrere la gioventù di  studi, in una cittadina aperta alle più grandi influenze economiche e letterarie di cui oggi porta ancora i segni fastosi, per me la curiosità di questo luogo sospeso tra Slovenia Italia ed Austria; il ponte dell’ 8 dicembre ci è sembrata l’occasione giusta per realizzare questo desiderio.

Trieste ci accoglie dopo un lungo viaggio in auto con l’aria dismessa delle sue periferie, non palazzoni da metropoli industriale ma caseggiati vecchi e fatiscenti posti su ripide pendenze, non sappiamo se definirli malinconici o solamente brutti; fortunatamente avvicinandosi al lungomare si iniziano a vedere costruzioni ben tenute, prologo del centro cittadino con il Canal Grande  a darci il benvenuto e la piazza Unità d’Italia a meravigliarci con la sua  bellezza dal sapore MmittelEuropeo  che sfocia sul mare. Siamo stati entrambi sorpresi nel vedere una piazza principale così grande  e maestosa specchiarsi nel blu, soprattutto Loredana, di provenienza Catanese e quindi marittima, raccontava di non averlo mai notato in un’altra città della costiera italiana. Dopo esserci sistemati nella dépendance dell Hotel I Capitelli, posizionato in pieno centro città, abbiamo iniziato la nostra esplorazione serale del luogo, sul lungomare è come se ci si trovasse sopra una nave, si può respirare quell’aria salmastra, tipica di una città marittima, dalla piazza ci godiamo un meraviglioso tramonto invernale in una giornata di cielo terso, da li vediamo piano piano prendere colore le luci e le illuminazioni natalizie che rendono questo posto magico, circondato da palazzi eleganti, da li si comincia a camminare a zonzo per le stradine bohemienne del ghetto ebraico, ci affacciamo su vie e piazzette pullulanti di persone, turisti e triestini, ogni angolo un bar, una trattoria “buffet” veri e propri punti di incontro, una vera tradizione! giovani e vecchi affollano questi luoghi raccontandosi la propria giornata, forse tutta questa gente ha voglia di incontrarsi o forse come ci hanno raccontato, il triestino preferisce incontrarsi fuori dalle mura domestiche piuttosto che ospitare a casa. Un giro tra le bancarelle natalizie, un aperitivo e la cena al Petes concludono la nostra prima giornata triestina.

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Sveglia con comodo e colazione in uno degli innumerevoli bar del centro e da li seguire i percorsi della città dei caffè tipici, frequentati da autori come Italo Svevo, Umberto Saba e James Joyce che a Trieste vissero lungamente; tra questi  ricordiamo con entusiasmo l’elegante Caffè Tommaseo, l’antico Caffè Torinese tutto in legno dalle sembianze di una nave ed infine quello che più ci ha colpito, il Caffè San Marco , un caffè libreria dall’odore antico con  una macchina del caffè scenografica che riportava ad una tradizione storica.  A Trieste il sapore di storia si può  assaporare fermandosi nei luoghi cari ai già citati scrittori, entrando nella libreria che fu di Umberto Saba e facendo conoscenza con  il proprietario che ti racconta un mondo antico di una città dai vari volti e dai molti cambiamenti, sospesa tra tre nazioni e da una storia imperiale incrocio tra est ed ovest; lui il custode di una tradizione popolare sferzante come la Bora, il vento simbolo di questa città; il racconto delle consuetudini e del cambiamento nel tessuto sociale ed economico di una Trieste che oramai non c’è più;  da li uscire e farsi trasportare lungo ampi viali che ti conducono alla Sinagoga e alle varie chiese Ortodosse, passando per l’antico teatro romano, il palazzo della Borsa e l’università, ritrovarsi nel piccolo museo dedicato a  Joyce e Svevo per ascoltare la storia di queste due grandi scrittori che hanno raccontato una parte di storia Europea,   per poi tornare al punto focale rappresentato da piazza Unità che placida ti aspetta dolcemente adagiata sulle sponde del mare.

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Ma Trieste si racconta anche a tavola, puoi pranzare al Buffet Rudy o cenare alle Botti e degustare il pesce,tradizione marinara o piatti di terra di una cucina dalle influenze Austroungariche e quindi gulash o patate in tecia, minestra Bombaci, fatta di mais fagioli e patate, o stinco al forno e dopo proseguire la serata nei bar e mischiarsi a giovani universitari al Draw o al panificio Romi.

Il terzo giorno dopo aver visitato quasi ogni angolo della città , ci siamo dedicati alla visita delle altre principali attrazioni, per prima la  Cattedrale di S. Giusto, il principale edificio religioso della città di Trieste che si trova in sommità dell’ omonimo colle. Nella sua bellezza in stile romano-gotico si staglia in alto il rosone di pietra carsica quasi ad ergersi come punto di riferimento dell’intera costruzione. Dopo una piacevole passeggiata a Miramare l’ultima tappa è il Maestoso Castello affacciato sul Golfo di Trieste rappresenta una delle più belle residenze della corte asburgica, il suo splendore è dato dalle sue mura bianche   che riflettono  la propria  lucentezza sul mare blu battuto dal vento. La nostra visita non si è svolta all’interno delle stanze perché già il suo esterno circondato da un parco  verde lussureggiante ricco dei colori dei suoi fiori ha soddisfatto la nostra voglia di visitare; la tappa di  Trieste ci ha soddisfatto e  ha fatto riflettere Loredana sulle opportunità che ad oggi avrebbe dato in più alla sua vita.

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Fare il percorso storico- letterario ci ha fatto assaporare per un attimo la vita di famosi scrittori e potenti imperatori, certo non ci ha riportato completamente nel passato perché la vita moderna è un’altra cosa ed ogni epoca e ogni momento porta con sé sensazioni ed emozioni diverse. Il periodo Natalizio è un bel momento per visitare la città, gli animati mercatini natalizi arricchiscono la proposta di Trieste e donano quell’atmosfera di festa che non guasta mai.

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