Correre a Parigi

Corsa e Viaggi sono la nostra passione e siccome molti Runners viaggiano e molti Viaggiatori corrono ho pensato questa rubrica, grazie all’aiuto di alcuni amici che spesso sono in viaggio all’estero possiamo trovare percorsi per poter sfogare la nostra passione anche quando non siamo in Italia, ditemi un po cosa ne pensate
A Gianni il compito di aprire questa nuova rubrica

“Vado in giro per il mondo, principalmente per lavoro, ma anche a volte per piacere, da 18 anni. Corro solo da 5 anni, con gioie (poche) e dolori (tanti), ma ormai nella mia valigia scarpe, maglietta, pantaloncini, calze e gps non mancan mai. Viceversa a volte mi manca lo spazzolino, il pigiama, le mutande e altre amenità. L’importante che non manchi mai l’attrezzatura del podista.

Ho corso per ora in due continenti e svariati paesi. Spero che la mia esperienza possa essere utile a chi si trovi in giro per il mondo e abbia la mia stessa passione. Ringraziando Enrico per la disponibilità, cominciamo con la ville lumière, Parigi.

Correre a Parigi

Parigi tutto sommato non è proprio la città ideale per correre. Principalmente poichè le aree verdi sono situate agli estremi est ed ovest della città: il Bois de Vincennes e il Bois de Boulogne (per intenderci dove si trova lo stadio del Roland Garros) rispettivamente. In secondo luogo, per il notevole traffico, ma questa è caratteristica comune delle città moderne.

Ma non bisogna disperare, poiché ci sono comunque alcuni percorsi, che ho provato personalmente, che vale davvero la pena di provare correndo. Li ho catalogati in ordine di piacere personale: da quello che considero migliore a quello meno bello.

I Quais lungo la Senna.

Doverosa premessa: i quais (il Lungo Senna) è chiuso al traffico la domenica e i festivi. Sfortunatamente non mi è mai capitato finora di restare a Parigi per un weekend, quindi la mia esperienza è diversa, ma ancor più particolare. Essendo a Parigi due volte l’anno per la fiera internazionale di settore, e avendo il tempo contato, corro la mattina presto, spesso con un mio amico-collega. Quando dico presto, intendo le 5:30. A quell’ora il traffico è limitato, gli ultimi giovani escono dai locali e i topi escono a cercare il cibo. E quindi il runner si può impadronire della città.

Il percorso è segnato qui sotto, tratto dal mio account di Strava, il programma numero uno per il runner “malato”. Mi permetto solo di indicare alcuni particolari. L’hotel, che corrisponde quindi al mio punto di partenza,  è un hotel in zona San Michel, tra Notre Dame e il Quartiere Latino. Ci si avvia sul Boulevard Saint Michel per poi scendere proprio lungo la Senna. E lí può capitare di vedere in effetti qualche topo in cerca di cibo, o una banda di allegri studenti in gita insonni e un po’ brilli che ti incitano a squarciagola, spaventandoti magari un po’. Ma la parte più emozionante e magica è il passaggio davanti alla cattedrale di Notre Dame, che alle 6 di mattina nel buio di Febbraio non ti permette di far altro che rallentare, girare lentamente lo sguardo, e sorridere per la straordinaria bellezza dei suoi portoni e della sua facciata, che dominano incontrastati, padroni della piazza priva di gente.

È un percorso di circa 6 km, limitato a causa del poco tempo a disposizione. Ma ne vale la pena. Ci sono andato un paio di volte anche da solo, nessun problema di sicurezza.

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La Promenade Plantée (o Coulée Verte)

Questo è un percorso particolare che merita qualche parola in più. Si tratta di una vecchia ferrovia sopraelevata che partiva dalla Bastiglia fino al Bois de Vincennes. Il vantaggio è quindi quello di poter correre sopra il traffico in un ambiente davvero particolare. Si accede da alcune scalinate in Avenue Daumesnil, vicino all Bastiglia, che non sono aperte tutto il giorno ma dalle 7 alle 21 in estate se ricordo bene, e dalle 8 alle 19 in inverno. Mi è capitato di correrci qualche sera in primavera estate e bisogna dire che la prima parte, molto suggestiva, è tra le piante e i fiori, con tanti podisti ma anche tanti pedoni. Dopo qualche km, c’è un passaggio in mezzo a due condomini, poi un ponte che passa sopra a un bel parco e poi ci si avvia verso la parte più per i podisti: dopo l’attraversamento di Allée de Vivaldi, si entra con un sottopassaggio, in un percorso più tranquillo con meno pedoni, ma più ciclisti e runners. Si va avanti per un altro paio di km circa fino al raggiungimento di un cancelletto che costringe alla marcia indietro. Per poter accedere al Bois de Vincennes, occorre attraversare il Periphérique, ovvero la tangenziale di Parigi. Solo che io non ho mai avuto tempo di mettermi a cercare il passaggio, che costringe probabilmente ad andare in strada prima di arrivare al famoso cancelletto. Mi riprometto di cercarlo la prossima volta.

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Il Canal Saint Martin

È un percorso storico che parte dalla Bastiglia fino ad arrivare alle porte di Pantin, nella periferia nord est di Parigi. Nella prima parte, il Canale è coperto. Viene scoperchiato dopo circa due km dalla Bastiglia. L’ho provato recentemente e, purtroppo, l’ho provato alle 18:30. Orario che sconsiglio: troppi attraversamenti stradali, troppi semafori e quindi per il runner troppe pause fastidiose. La parte migliore comincia dopo il crocevia di Jaurès, dove si è costretti a passare in strada e ad attraversare con 3 semafori. Da lì poi il Canale si allarga un po’, tenendo la strada e il traffico più laterali, ed è quindi più piacevole. Sono arrivato fino a Rue de Crimée e poi sono tornato indietro sulla sponda opposta. In totale sono circa 8,7 km, che però non rifarò mai più a quell’ora. Vorrei riprovarlo al mattino presto, anche per bruciare qualche attraversamento e semaforo: lo so che non va fatto, ma basta che non arrivi nessuno. Non ha la bellezza della Promenade Plantée  o il fascino dei Quais lungo la Senna, ma i Parigini sono affezionati al Canal St Martin: ci si trovano molti giovani sulle loro sponde a sorseggiare una birra o un bicchiere di vino e, mi dicono, durante il weekend è parecchio affollato.

Hotel di partenza vicino alla Bastiglia sul Boulevard Richard Lenoir, lungo la prima parte del canale interrato.

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Gianni Colombo fa lo straccivendolo di professione. Tapascia più che correre, ma adora mettere un piede dietro l’altro in posti nuovi.”

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