Travel Blogger o Cyber Scrocconi?

Dopo la mia esperienza alla Bit2015 (ne parlo qui) ho avuto subito delle bellissime sensazioni riguardo ai viaggiatori e travel blogger che ho incontrato, però c’era un fastidio di fondo che non riuscivo ad individuare, ci ho pensato una settimana e ho deciso di scrivere questo post; nonostante il titolo questo mio scritto non vuole essere ne un attacco ne una polemica, ma uno spunto di riflessione.
La scorsa settimana aggirandomi tra i padiglioni e gli stand delle varie nazioni, regioni ed enti vari mi sono imbattuto in parecchi travel blogger ed ho notato alcune sfumature tra le diverse persone; ho visto il viaggiatore appassionato che scrive sul blog per dare consigli agli altri e per rivivere il proprio viaggio, chi invece ne ha fatto una propria missione per dare suggerimenti, chi si è unito ad altri e ha creato siti bellissimi; blog seguitissimi o pagine di diario quasi personali; tutte queste persone sono animate dalla voglia di condividere e da una passione, quella del viaggio e della scrittura; ho però notato anche tante persone che stanno pensando di camparci su questo; premettiamo che tutti vorremmo poter vivere della nostra passione, alzi la mano chi pensa il contrario, però la mia sensazione è che qualcuno sia passato al lato oscuro della forza, che il focus non sia più il viaggio ma il blog come business, potrebbe parlare delle mete da noi visitate oppure della catena alimentare della pulce del bengala, importante che frutti; blog scritti solo in italiano che hanno migliaia di visualizzazioni da paesi anglofoni, blog che parlano di posti in cui non si è mai stati.

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Ecco la mia paura non è che queste persone guadagnino da ciò, tutto è legittimo,  ma che esauriscano l’ossigeno per chi veramente ci crede; se non mi piace viaggiare nei villaggi vacanze non dovrei accettare un viaggio nel villaggio vacanze solo perché è gratis; già parlando con alcuni espositori ho notato una certa insofferenza nel parlare con i gestori di blog, della serie “eccone un altro che pretende di viaggiare gratis” questa sensazione mi ha un po dato fastidio e rattristato; ricordo in un libro di Terzani dove ho letto che il popolo Malese era indispettito con i Cinesi della diaspora perché per la loro ingordigia depredavano le risorse che servivano per la sopravvivenza; qui ho visto blogger affamati pronti a tutto, anche a comprare visualizzazioni o follower.

Concludendo penso che si debba fare anche un po di ordine, magari creando un percorso comune e con una certa deontologia, pensare che quando si partecipa ai blogger tour solo perchè non si paga si sta magari in quel momento sottraendo un posto ad una persona che ci tiene a visitare quella destinazione, tutto qua, anche nel provare a viaggiare gratis o guadagnarci certe volte pensiamo che potremmo esaurire un piccolo filone e che magari conservando con cura una bella cosa, la nostra passione, potrebbe durare di più; chiamatemi idealista o ingenuo ma io la vedo così.

Voi che ne pensate? che Travel Blogger siete?

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