Sofia e Rila 6/7 Agosto2014

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“Il viaggio in treno da Belgrado a Sofia mi ha ricordato l’India, sia per i treni un po sgangherati e anche per il fatto che si sa quando si parte (forse) ma non si sa esattamente quando si arriva; il treno è partito in ritardo visto il calcolo sbagliato dei biglietti acquistai con la conseguenza di un aggiunta di vagoni  e poi  una lunghissima sosta in frontiera per un accurato controllo dei passaporti; in ogni caso armati di buona pazienza e grazie alla mia vecchia militanza ultras sui treni speciali, anche se con ben 3 ore di ritardo da aggiungere alle 10 previste, sono piombato a Sofia stanco e con la pancia decisamente vuota; la prima impressione quindi non è stata buonissima, ma presto mi ricrederò.
Se si arriva nella capitale della Bulgaria by Train si può pensare di aver fatto un viaggio a ritroso nel tempo, di essere tornati dietro la cortina di ferro; la stazione infatti è fatta da costruzioni anni 50/60/80, un po grigi, con scale mobili obsolete, sottopassi bui e con negozi polverosi; altro piccolo motivo di scoramento è la totale assenza di scritte non in cirillico e quindi già un primissimo problema di orientamento, già trovare la banchina giusta del tram è stato leggermente problematico, ma poi grazie a qualche suggerimento di locali o altri viaggiatori e se si sta tranquilli è molto facile; quindi volevo l’Est dei film sulla cortina di ferro? ecco Sofia per i primi momenti me li ha regalati e devo dire che tutto sommato pensandoci dopo è anche bello capire cosa era; ovviamente come tutte le città in via di rimodernamento, più ci si avvicina al centro storico ed economico e più iniziano i segnali dello sviluppo, la via pedonale in parte piastrellata in old style e in parte ancora a buche e con i binari del tram, ma con tutte le belle vetrine che luccicano, i monumenti in parte ben tenuti ed in parte in via di ristrutturazione, i bar ed i ristornati e tanta gente che cammina per le strade.
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Depositato lo zaino in ostello, prenotato il tour per il monastero di Rila,  dopo una bella doccia e soprattutto dopo una bella mangiata, inizio ad avventurarmi per le strade in attesa del walking tour, ho deciso che dove ci sono e li seguirò tutti, sono il mio modo preferito di fare conoscenza con una città, capirne un po la storia, vedere i punti salienti ed avere un punto di partenza per poter poi girare da solo; cosa non trascurabile sono fonti di informazioni da parte di altri viaggiatori, ci si scambia info sulla città e sulle diverse tappe ed infine si ha un metro sullo stato del proprio Inglese 😉

Sofia è una città molto antica, che ha avuto tantissime influenze di altre popolazioni, ci sono stati turchi e romani, le chiese ortodosse e le moschee raccontano del suo passato e poi ci sono i racconti, la bella storia della NON deportazione di massa degli Ebrei Bulgari, complice lo sport nazionale Bulgaro (il posticipare e ritardare le cose) si sono salvate magliaia di vite umane; un bella costruzione da vedere sono i vecchi bagni Pubblici di stampo Turco, curiose le fonti di acqua potabile, molti abitanti di Sofia attingevano l’acqua da portare a casa da bere, da notare che il liquido sgorga a 36 gradi!!!
Camminando per la città puoi curiosare tra chiese piccolissime, come la più antica della città che stazione sotto lo sguardo vigile della statua di Santa Sofia, oppure vedere gli immensi palazzi del potere comunista, palazzi che rappresentavano la solidità del potere e che adesso sono un mix tra uffici pubblici e attività commerciali; camminando camminando si arriva al palazzo presidenziale e al suo interno si può ammirare La Rotunda, si esce e ci si dirige verso il palazzo reale che ha visto la storia dei Re non Re Bulgari, e poi la chiesa Hagia Sophia che ha dato il nome alla città, il parlamento e la vasta piazza e sopratutto la Maestosa cattedrale ortodossa  Aleksandr Nevkij eretta in onore del liberatore Russo.
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In città tutto costa molto poco e quindi ci si può dilettare tra ristoranti e bar, curiosi da vedere sono i tabaccai che essendo in seminterrati  hanno le finestrelle per la vendita a raso strada e quindi non è raro vedere gli acquirenti accovacciati a comprare le sigarette ed altro materiale; per la serata ho deciso di mangiare in un buon ristorante vicino a dove alloggio e per  di finire in bellezza stando nel giardino dell’ostello a chiacchierare e godermi qualche economicissima birra.

Sveglia di mattina presto e quindi visita ad una delle attrazioni principali della Bulgaria, il monastero di Rila, curioso come per me fosse uno delle cose da non mancare in questo viaggio ed al contrario incontrare ragazzi che neanche spettavano della sua esistenza; il monastero sorge su una montagna ed è a due ore di pulmino da Sofia, è stato costruito in varie fasi per accogliere i seguaci del monaco fondatore Ivan Rilski, da notare che lui comunque è rimasto un eremita, mentre i suoi allievi soggiornavano al monastero; distrutto e ricostruito due volte è composto da un blocco centrale formato dalla chiesa, bellissimi gli affreschi, con di fianco la torre, tutto in torno le mura con 300 celle per i monaci, il monastero dall’esterno sembra una fortezza, nonostante il massiccio afflusso di turisti  la sensazione che ho provato è stata di grande stupore e quiete, mi piacciono molto questi luoghi di studio e preghiera, si ci può estraniare dalla calca e si trova sempre un angolo per stare con se stessi. Completa il giro la visita alla chiesa di Boyana, una struttura antichissima, costruita in tre momenti differenti, mi aspettavo di più ma gli affreschi all’interno valgono la pena, ovvi fondamentale è però avere qualcuno che ve li spieghi altrimenti buttate via tempo e soldi.
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Concludo la mia permanenza a Sofia cazzeggiando per le vie e andando ad osservare meglio parti della città , godendomi una cenetta in un buon ristorante con i camerieri molto antipatici e folleggiando al Rock’n Roll bar assieme ad una comitiva di Francesi.
Sofia è una città a mio avviso gradevole dove ci si sta abbastanza bene, non si pensi di visitare una bomboniera come Praga, ma se ci si cala nel mood giusto la si apprezza per quello che è, che poi è lo scopo di ogni viaggio, conoscere posti nuovi e entrarci in contatto non per trovare quello che ci aspettiamo, ma per farci arricchire da quello che la città è e ci offre.

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