Lisbona (parte 2) 15/16/17 Agosto 2011

“Lisbona la abbiamo spilluzzicata prima, assaggiata poi e apprezzata dopo; mi spiego meglio, provenienti da Odeceixe siamo arrivati in un pomeriggio caldo ed assolato e abbiamo girato invano per la Baixa nel tentativo di trovare un ostello, poi provenienti da Sintra siamo arrivati a Rossio ed abbiamo apprezzato le animate serate del Barrio Alto, successivamente di ritorno da Cascais abbiamo goduto delle bellezze di Belem ed in fine, nei giorni seguenti, ci siamo goduti il resto della città.
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Il soggiorno è partito dal nuovissimo (appena aperto) e a mio parere bellissimo Lisbon Destination hostel un bell’alloggio all’interno della stazione di Rossio;  devo ammettere che Lisbona non mi ha subito entusiasmato forse perché vive sospesa tra un passato importante e glorioso, l’uscita da una dittatura opprimente  e la ripresa economica subito stroncata dalla crisi mondiale; le due parti della città che ho più apprezzato e che maggiormente racconterò sono Belem e L’Alfama.
Tornando da Cascais abbiamo potuto godere di Belem nelle ultime luci del giorno, passando per il tramonto e affacciandoci nella sera Lusitana , questa parte della città si affaccia sul Tago nel momento in cui sta per sposarsi con l’oceano, punto di partenza per molti navigatori e scopritori, grandi mercanti e viaggiatori a cui è dedicato un bellissimo monumento,  slanciato e maestoso si staglia sul fiume, ma non può nulla contro la bellezza della Torre di Belem che  coi colori del giorno che si accomiata nel  del tramonto sembra sospesa tra cielo terra ed acqua, ultima vista di chi partiva per mare e si portava la sua città nel cuore fino a che la stessa torre non gli avesse dato il bentornato dopo mesi se non anni di navigazione.
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completano la bellezza del posto il monastero dos Jeronimos, che con le sue facciate di un bianco abbagliante si staglia nella notte di Lisbona e risplende e paghi di cotanta bellezza a saziare i sensi ci pensano i pastel de Belem, squisiti dolici da gustare e rigustare.

La prima mattina nella città la dedichiamo al walking tour e al quartiere dell’Alfama, una parte storica della capitale, un susseguirsi di saliscendi e scalinate, punteggiato da chiese, inframmezzato da taverne e ristoranti ed attraversato dai famosi Tram di Lisbona; ho molto goduto nel perdermi tra i suoi vicoli, spesso ombreggiati e tagliati solo da una lama di sole, infilarmi nei bar decorati da azulejos per gustare un Imperial fresca e ristoratrice; guardare la cattedrale e salire sui Tram per girare a zonzo per le piazze , forse oramai dimentico dei monumenti ma con la voglia di assaporare l’essenza di una città; ascoltare le sue storie, come il terremoto ed il grande incendio, scoprire il motivo per cui c’è una statua del cristo redentore identica a quella di Rio, l’ospedale delle bambole e tante altre curiosità sospese tra realtà e finzione. 

Libona è bellissima per le sue grandi piazze come la Praca di Commercio o la piazza dove c’è il mercatino dei ladri, si narra che se vi rubano qualcosa la si può ritrovare in quel mercato delle pulci; le sue vie come la via Augusta, o le particolarità come l’elevador de santa Justa, il Barrio alto ricco di locali e ristoranti e il Chaido, quartiere di poeti ed artisti
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Vivere un viaggio a mio parere è questo, da soli o in comitiva poco importa, cambia la forma ma non la sostanza, è un modo di esprimere la propria libertà, quella di conoscere e confrontarsi per crescere ed aprire la mente che forse è troppo allenata a coltivare il proprio orticello; forse tanti giorni a girare ti fanno apprezzare la voglia di scoprire meglio cosa si nasconde dietro le bellezze del posto, quello che è nel suo spirito la nazione che stai visitando, incontrare persone, vivere gli ostelli, districarti coi mezzi di trasporto in luoghi a te sconosciuti e respirare l’atmosfera di un paese; tutto questo per me è essenziale è come l’aria che respiro consapevole chi sono voglio scoprire cosa posso diventare.”

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