Monaco di Baviera 16/17 Agosto 2013

“Siamo al crocevia del viaggio, abbiamo fatto e disfatto l’itinerario cento volte ma adesso è il momento delle decisioni, rotta verso la Croazia e poi nave da Spalato? oppure direzione Svizzera e rientro da Domodossola? secondo voi che metodo abbiamo utilizzato per decidere? ma grazie alla più classica passione Italica, il calcio!! dato che la Fiorentina, squadra del cuore di Ermanno, disputerà un turno di qualificazione alla Europa League a Zurigo, noi abbiamo pensato bene di dirigerci la.
Monaco di Baviera, sarebbe stato lo spartiacque, o destra o sinistra sulla cartina Europea; provenienti da una notte sfrenata ad Amburgo e dopo aver tagliato per il lungo la Germania, siamo sbarcati nella capitale della Baviera, uno dei land più ricchi della nazione, nel tardo pomeriggio; da questa bella città sono passato tre volte in diverse occasioni, ma non mi sono mai fermato ad apprezzare più di tanto quanto Monaco può offrire; plus di questa tappa è dato dal fatto che ci aspettano due amici che si nono trasferiti per lavoro in questa città.

I primi contatti con i posti che visitiamo ormai sono un rito involontario, bagagli in ostello (the4you hostel, vicino alla stazione, comodo e pulito, colazione abbondante), sopralluogo del centro giusto per pascolare tra Marienplaz, Karlsplaz e Odeonplaz, farci venire fame e berci un bel boccale alla Agustiner in attesa della chiamata del Cava per il primo degli incontri con amici espatriati. 
Alberto detto Cava è un mio ex compagno di classe che ha deciso di trovare lavoro in Germania e grazie alla sua bravura è riuscito a guadagnarsi un ottima posizione lavorativa; Lupo Alberto ci ha portato in un Biergarten non lontano da dove alloggiavamo, un magnifico parco zeppo di tavoli e di posti dove bere birra e mangiare; caratteristiche dei  Biergarten sono che teoricamente una persona può portarsi il cibo da casa, che devono avere un palo bordato coi colori della Baviera in modo da essere visto a distanza ed essere in un giardino di castagni; la sera è trascorsa tra uno stinco cotto a puntino e una Mas (birra da litro) tra il ricordare i vecchi tempi e i suoi racconti, racconti di una persona che si è inventato già molte volte e che sinceramente apprezzo perché è stato capace di essere mutevole a secondo delle situazioni che la vita gli ha presentato.
Giorno due e scontato Walking tour tra le bellezze di Monaco, questa volta in spagnolo ed è incredibile come la diversa sonorità di una lingua renda più vivo un discorso; pronti….. via si  quindi si parte per  il nuovo ed il vecchio municipio, dove il nuovo è più vecchio del vecchio causa ricostruzione post conflitto bellico del vecchio; ci siamo capiti? non è una supercazzola 😀 Poi cattedrale, università, Odeonplaz dove tra i bellissimi palazzi si può ammirare la loggia dei marescialli, volutamente ispirata alla loggia della signoria di Firenze, grandi camminate per le vie Reali e visitina alla Hb la birreria reale;  devo dire  però che queste bellezze sono da ammirare, ma quello che le rende speciali sono le storie che si raccontano su di esse Monaco ha visto la nascita del Nazismo, la genesi del movimento che ha portato alla seconda guerra mondiale, le lotte di potere e i sotterfugi, gli errori e il concatenarsi degli avvenimenti; sentire queste storie, dal ghetto di Cracovia alle vie di Monaco. fa riflettere su come la Pace (volutamente maiuscolo), che noi diamo per scontata, non è frutto del caso e che la guerra (volutamente minuscolo)   salvo i racconti dei nonni e dei genitori  è per molti una cosa relegata ai libri scolastici, valida per prendere un bel voto; la mia forte paura che la perdita del ricordo, la dimenticanza, faccia da velo alle atrocità e che dobbiamo ben ricordare per non ricadere nell’errore.

Al termine del pomeriggio ci aspetta l’incontro con Annalisa, una ragazza che abbiamo conosciuto in Thai nel 2006,  rivedersi dopo così tanto tempo ed aver così tanto da dirsi mi fa pensare che chi ama i viaggi è legato da un filo rosso che lo riconduce ai suoi simili, ho parlato con più interesse e confidenza  con lei in quelle poche ore che con persone che vedo molto più spesso; Annalisa ci ha portato agli English Garden il polmone verde della città, un bellissimo parco attraversato dall’ Isar, dove pullulano i pic nic, i bagni nel fiume ed anche i surfisti in coda allo spot piazzato dagli americani dopo il conflitto; ci siamo poi dati appuntamento per la serata che abbiamo trascorso con lei e con altri tre ragazzi Italiani molto divertenti; belle ore passate tra chiacchiere e bevute con questi connazionali  che per trovare lavoro si sono trasferite e vivono una vita da eterni studenti fuori sede, tutto questo perché la propria patria non sta dando le  possibilità che dovrebbe dare ai suoi cittadini.
Monaco ci saluta in una fresca serata agostana e noi iniziamo a pensare e a farci suggerire le tappe di avvicinamento a Zurigo consapevoli di aver vissuto due meravigliose giornate che ci arricchiranno”

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