Copenaghen 14/15 Agosto 2013

“L’arcobaleno sembra un ponte e per noi sarà il passaggio tra la penisola Scandinava e il continente, tra Stoccolma e Copenaghen; sbarchiamo da un comodo treno Svedese e aspettiamo la coincidenza per la capitale Danese, già la pioggia ci fa compagnia e nonostante il viaggio sia stato tranquillo abbiamo dormito veramente poco, causa un cretino che per tutta la notte ha telefonato ad amici e parenti, ma dico io, questi non dormono mai??
La giornata uggiosa prosegue e grazie ai comodi mezzi pubblici raggiungiamo l’ostello  e depositiamo i bagagli in attesa del nostro letto in una comoda camerata da 4 persone, solito giro esplorativo nei paraggi del nostro alloggio per poi subito accodarci al Walking tour per la consueta sequela di luoghi caratteristici della bella città; quindi la Town hall che campeggia maestosa sulla piazza del comune, il vecchio canale col porto fluviale, il teatro dell’opera, alcuni palazzi legati alla persona di Hans Christian Andersen, la prima fabbrica Carlsberg e così via, in attesa del diluvio; infatti prima di arrivare in Amaliemborg, la residenza dei reali, ci becchiamo tanta di quella acqua che a memoria solo in pochissime occasioni sono stato così lavato; nonostante il contrattempo godiamo appieno dei bellissimi palazzi reali e della Marmorkirken (chiesa di marmo) ; spendo due parole sui walking tour, sono esperienze proprio belle, però la capacità del ragazzo/a che accompagnano il gruppo è troppo discriminante sulla percezione della città, se lei/lui non sono coinvolgenti si rischia che tutto risulti monotono e in toni di grigio; tornati in ostello ci riscaldiamo un po e prendiamo confidenza col Generator Hostel, bellissimo e confortevole; doccia rapida rigorosamente caldissima e sonnellino ristoratore e dopo un paio di ore eccoci pronti per una visita quasi obbligata a Christiania; si tratta di un caso quasi unico di città nella città, anzi città nella nazione, infatti questo quartiere ha leggi sue e dove è consentito anche vendere droghe leggere; praticamente si tratta di un ex zona militare abbandona che che è stata occupata da comunità Hippie, col passare degli anni e attraverso alcune traversie ora gli abitanti di questa comunità e lo stato danese hanno raggiunto un accordo secondo il quale il terreno dovrà essere acquistato dai suoi abitanti. 
il concetto di questo quartiere è molto bello, una grandissima comune dedita ad attività artistiche e teatrali, commercio ed artigianato; purtroppo io ho potuto apprezzare solo il concetto di questa utopia, perché alla vista del visitatore spicca la zona dello spaccio dell hashish e poco più, un vero peccato non aver potuto approfondire questa esperienza.

Ultima Mattina dedicata al giro “alto”, che significa Kastellet e chiesa vicino alla fontana Gefione soprattutto la Sirenetta; spesso si dice che un attrazione sia inflazionata od altro, ma ci sono posti che vanno visitati a prescindere dallo snobismo da viaggiatore sgamato, l’attrazione principale di una città va comunque visitata; andreste a Roma per non vedere il Colosseo? la Sirenetta io l’ho vista come un ultima presenza che ti saluta prima di andare in mare , messa li su uno scoglio è sicurezza e consolazione,  seppur non sia una visita mozzafiato sicuramente vale la pena sia andarci che la passeggiata per arrivarci e nel tornare non perdetevi un giretto al castello di Rosenborg e il suo bel parco.
Copenaghen è molto cara e a pranzo ci siamo sempre nutriti da Bagel & co, abbimo ottimizzato i tempi come per Stoccolma in modo di dormirci meno possibile arrivandoci la mattina presto e partendo nel pomeriggio del giorno dopo; spesso mi si dice che io sono troppo “mordi e fuggi” concordo sul fatto che una città debba essere vissuta per essere compresa, ma penso che starci una settimana non modificherebbe l’impressione che uno può trarre, può magari visitare angolini caratteristici, ma alla fine importante è assaggiare, respirare l’aria che tira (non c’è del marcio in Danimarca) mischiarsi ai suoi abitanti, nei loro pub e risooranti e poi cavolo il mondo è vasto e va esplorato e come si dice chi si ferma è perduto; quindi in marcia per Monaco di Baviera con tappa ad Amburgo per spezzare il viaggio e fare una seratina al reeperbahn.”

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