Est Europa, pensierino finale

“Fine del viaggio, fine del giro, è giusto fermasi a riflettere su cosa si è visto ed assorbito in questo strano percorso, organizzato all’ultimo, in sospeso fino alla partenza, mutevole mentre si dipanava; viaggio strano perchè è stato vissuto in parte in solitaria ed in parte in compagnia; se da un lato ho apprezzato la libertà di gestirmi da solo e di godere appieno di tutto il mio tempo, fare esattamente quello che volevo nel momento in cui lo volevo, dall’altro lato ho apprezzato il fatto di condividere quanto ho visto; da un lato ho anche sentito la solitudine, dall’altro ho sofferto il fatto di dover rispettare orari; quello che oramai ho imparato è che un viaggio non ha regole, ha una sua anima, si forma da solo, se lasci scorrere il flusso, se non pretendi di controllare tutto, viene come vuole lui, ti porta ad incontri e visite inaspettate; tu ci metti la tua voglia di viverlo, lui fa il resto; questo non vuole dire girare allo sbaraglio, ma vuole dire lasciarsi andare in un flusso piacevole, come quelle correnti fresche che trovi quando fai il bagno al mare e che ti cullano in giornate afose.

E poi la differenza la fanno gli incontri, trovi il viaggiatore esperto di cui ascolti affascinato le esperienze, o il novizio del viaggio che è pieno di aspettative; trovi ragazzi chiassosi e comitive di amici e amiche, pochi italiani e quasi tutti allo sbando, a Praga due disperati in ostello non parlavano una parola in inglese, ma il bello è questo, imparare e vedere, considerare anche la società che cambia, come già detto famiglie negli ostelli, per voglia di diversità o segno della crisi? e poi gli ostelli, amo queste sistemazioni promiscue, vivi sensazioni che non puoi vivere in hotel, le parti comuni sono il meeting point di mille nazionalità di mille esperienze, tra chitarre, libri, chiacchiere e consigli; mille ragazzi spesso in cerca del divertimento, spesso li vedi spaparanzati sui divanetti e ti chiedi se sono in viaggio per conoscere o se vogliono solo fare caciara vivendo un party lungo come l’Europa, in ogni caso si formano ed escono dalla routine della stessa spiagge, stesso mare.

Finisce un viaggio e la mia mente vola già al prossimo , cosa fare, con chi andare, soli? in compagnia? e poi dove? Sogni ascoltando i racconti di tutti, ti incuriosisci nelle avventure altrui, la mente frulla e si nutre di queste emozioni ed aspettative, curiosa, vogliosa di respirare, pronta a tornare carica alla routine ma con gli occhi all’orizzonte, con lo sguardo verso quel grandissimo mare che si chiama Mondo!”

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