Pensieri di amici, Portree

Come diciamo sempre, Viaggiare è anche condividere, quindi abbiamo deciso di ospitare brevi racconti o pensieri di nostri amici che vogliono regalarci un po del loro ricordo

“Vorrei possedere una casetta sul mare, che ci stessimo senza urtarci, i pochi libri che amo, il mio tabacco, i miei pensieri ed io. Vedrei gli ulivi inargentarsi e fremere; vedrei dibattersi i raggi del sole quando sta per tuffarsi; vedrei i palpiti d’acqua riflettersi sul muro, con il curioso effetto di farlo respirare: ma soprattutto vedrei il tempo e il silenzio come se fossero persone, uomini, amici.”(Marotta)
Portree, simpatico posticino Portree. Ci arrivammo in due, e ci stemmo qualche giorno, due o tre non ricordo. Ma ricordo che io a Portree il Tempo e il Silenzio li ho incontrati e per un poco conosciuti.
Si sono presentati all’improvviso, all’inizio della sera quando il sole se n’era già andato. Erano lì, dietro la porta d’entrata della cucina e ci hanno fatto accomodare. Su due poltrone morbide morbide, avvolgenti, più che avvolgenti sfatte, ma ancora dedite al loro lavoro.
“Accendi la luce!, ma no anzi lascia spento”
The dark of the sun. Davanti a noi il mare alto, pochi lampioni accesi, qualche altro punto di fievole luce in corrispondenza di finestre e abbaini, neanche un’anima di passaggio. Il quadro era incorniciato dal rettangolo di vetro attraverso cui guardavamo. Tutto immobile se non per i gabbiani.
Ma il Silenzio non si arrabbiava del loro stridere, di cui lui non era capace, anzi era compiaciuto dei loro canti che abbellivano il tutto.
L’amico Tempo sapeva che, nonostante non ce lo facesse notare per non rovinare il momento, anche questi attimi di pace assoluta tra breve sarebbero finiti, come ogni sera, per l’arrivo di Peter Gooch e per la naturale precarietà di ogni delizia.

Matteo Raimondi 1971

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