Cracovia 5/6/7 Agosto 2012

Enrico

“Vai Valeria sei il nostro orgoglio, io la conosco lo sai?” la mia prima mattina a Cracovia è terminata cosi, raccontare ad un ragazzo Belga che quella donna per i primi 21 km in testa alla maratona delle Olimpiadi  è una ragazza che conosco, una donna come noi, che ha portato a compimento il suo sogno e che con quel sorriso stampato sulle labbra ci fa inorgoglire; mattina terminata dopo un breve tragitto stazione/ostello/piazza principale/ostello, giusto per smaltire il viaggio su un quasi treno merci, in 12 in uno scompartimento da 8, accerchiato da Polacchi caciaroni che sicuramente mi hanno preso per il culo per quasi  metà del viaggio, fino a che non ho interagito con alcuni di loro in inglese e che poi si sono sentiti in obbligo di farmi partecipe di quello che dicevano; ringrazio la mia gioventù da Ultras che mi ha fatto sopportare quelle 12 ore interminabili!! E così aspettando Lella e Meo mi godo la maratona di Londra, stanco ma rinvigorito da una bella doccia; è si da oggi il mio viaggio proseguirà a fasi alternate, un po solo e un po in compagnia; ora aspetto mia sorella e il suo compagno che condivideranno con me l’esperienza in questa città; il primo giro esplorativo per prendere confidenza con le strade, scattare quattro foto e giro veloce sulla collina del Wawel; qui mi fermo a guardare il panorama e partono le mie elucubrazioni, mi immagino al mare sdraiato su una spiaggia, bellissimo, ma mai cambierei con quello che sto provando, trovarsi in una città straniera, con il sole che tramonta e dona nuova luce e nuova forma a tutto, la musica degli artisti di strada e il paesaggio che via via ti si fa più familiare, ti senti un tuttuno, parte di questo mondo così vasto e così sorprendente; no assolutamente no, sensazioni ineguagliabili, tenetevi Sharm e la Costa Smeralda, per ora io mi tengo questo immenso mare dove nuotare.

Secondo giorno dedicato alla visita ad Auschwitz, una tappa importante di questo viaggio, penso che sia doveroso visitare e far visitare a tutti luoghi come questi, perchè sono una ferita sulla coscienza dell’umanità che ogni uomo dovrebbe contemplare per riflettere, perchè la memoria è madre inflessibile,  ci deve far rimanere sulla retta via; davanti ai simboli dell’eccidio praticato da Pol Pot in Cambogia ho pensato alla pazzia di un uomo ma vedendo anche qua mi domando come sia possibile che un popolo taccia, che nessuno abbia levate di scudi davanti a questi orrori, probabilmente lo abbiamo nel DNA, forse siamo solo in attesa di qualcuno che tiri fuori il peggio di noi e che conduca nella mostruosità; incredibili gli errori fatti e ripetuti di secolo in secolo, di generazione in generazione, dalla notte dei tempi fino agli eccidi perpetrati in Bosnia, l’uomo si traveste ma non cambia e si manifesta anche in chi visita questi posti facendosi foto ricordo come se fosse a Disneyland, con una leggerezza imbarazzante; personalmente sono riuscito a scattare solo all’esterno, per portare a memoria, all’interno dei blocchi solo dolore e pensieri; pensare a persone che appena arrivate andavano incontro ignare alla loro fine, che solo il 20% di loro riusciva a prolungare la propria breve vita tramite sofferenze indicibili;  Primo Levi ha scritto “se questo è un uomo” io aggiungerei “è figlio di questa umanità”.

Terzo giorno si festeggia il compleanno di Amedeo e si passeggia per Cracovia, dedicando la giusta attenzione al castello del Wawel e al quartiere Ebraico; il Wawel è il castello reale ed è un monumento storico molto importante, vale sicuramente la pena una visita, ma imperdibile è la visita alla Cattedrale ed al suo interno; riccamente decorata con molte cappelle, ti porta in mille storie, interessantissima quella della regina Edvige, molto giovane e molto morigerata, ma soprattutto molto generosa col suo popolo e in particolare coi poveri; per concludere una visita “imposta” alla campana di San Sigismondo, leggenda vuole che chi la accarezza trova moglie in poco tempo, sarà vero? io per sicurezza ho provato a barare, carezzando con la mano sbagliata. La Polonia è stata molto gloriosa e le tombe dei Re poste nelle fondamenta romaniche della chiesa lo stanno a ricordare.

Pomeriggio finale prima della partenza dedicato al Walking tour per il quartiere ed il ghetto Ebraico; sono un drogato di questi tour perchè ti fanno conoscere la città, spesso scorci un po meno famosi, conosci tanti ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo, ti consente di migliorare la tua comprensione dell’inglese e cosa da non sottovalutare sono Gratuiti; il tour parte dal Kazimierz, il quartiere Ebraico appunto, visita che ha aggiunto tasselli preziosi alla mia comprensione di tutto quello che è successo a Cracovia durante la seconda guerra mondiale, dei 65 mila ebrei presenti nella ex capitale Polacca ne sono rimasti pochissimi, deportai o fuggiti, ho potuto comprendere la lucida follia della separazione nel Ghetto, la programmazione di tutto lo sterminio e il macabro utilizzo degli ebrei come schiavi, ma come direbbe Morandi “dai monti di pietra può nascere un fiore” in questo caso il fiore più profumato si chiama Umanità, quella con la U maiuscola, quella che riscatta la sua sorella cattiva degli eccidi; tanti abitanti di Cracovia si sono adoperati per salvare chi potevano, gli abitanti del ghetto sono stati nascosti o aiutati a fuggire; esempio fulgido è il farmacista del Ghetto, un non ebreo che si è adoperato per salvare quanta più gente poteva, rifiutandosi di abbandonare il ghetto anche se vivamente sollecitato. Visitare un quartiere è anche viverne la sua storia, il Kazimierz è passato tra imperi, conquiste, invasioni Naziste ed occupazione Sovietica fino alla rinascita per merito dei suoi abitanti, mutevoli come i tempi che li hanno segnati, duri come i fatti accaduti.

La mia storia con Cracovia finisci qui per ora, mi aspetta un treno per Praga e nuova vita da vivere.

Dove ho dormito: Mosquito Hostel, a pochi passi dal centro e a pochi dalla stazione, vivace clientela e personale molto amichevole, non fatevi scappare una notte in questo posto

Dove ho mangiato: consiglio due posti Pod Wawelem, frequentato dai Polacchi offre porzioni enormi a prezzi contenutissimi; poi un ristorante di cui non ricordo il nome (nelle immagini c’è la foto dell’insegna) si trova sulla via che conduce dall’ostello alla piazza, si entra in un palazzo e si scende in un seminterrato, cucina locale in ambiente rustico; per la serata sono innumerevoli i locali disseminati per il centro di Cracovia e per il quartiere ebraico

nella sezione Immagini le foto di Cracovia

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